Lomography

24
settembre

L’altra sera, mi trovo a casa di Valerio (il mio maestro Jedi della fotografia) e mi capita in mano questa macchina fotografica di plastica, subito collego le idee e dico: “una Lomo!” e Vale: “Sì, è un Lomo fisheye”, grande! è la prima volta che vedo una Lomo, ecc.
Beh le macchine Lomografiche, sono macchine molto economiche totalmente analogiche, oserei dire l’ultimo stadio della fotografia analogica, uno stadio che permette a forografi digitali come il sottoscritto di riscoprire la bellezza e l’incognita della pellicola.
Lomography è una corrente fotografica di moda e culto mondiale a partire dagli anni novanta, caratteristica di queste fotocamere è il particolare obiettivo 32mm a lente di ingrandimento con una luminosità focale di 2.8 che combinata con le piccole dimensioni della lente stessa, fornisce immagini estremamente sature e con una vignettatura di sottoesposizione che incornicia tutta la scena, dando vita a scatti con un particolare impatto artistico.
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Visione a 50mm

22
gennaio

flowers-bokeh
Anche per la fotografia si può suddividere la propria esperienza in diverse fasi, cioè nel mio caso posso farlo, al principio esiste poca chiarezza su tutte le caratteristiche e termini tecnici che formano il mondo delle fotocamere reflex (fase ignoranza esaltata).
Poi quando si prende confidenza con lo strumento è come essere dei fotoreporter d’assalto, gli obiettivi prediletti da questa fase sono gli zoom ovviamente standard forniti con la fotocamera e l’80% della linea degli obiettivi disponibili all’acquisto, così avendo la capacità di allungare il proprio occhio ovunque, ogni soggetto o oggetto che racchiude un particolare interessante diventa materiale di scatto.
Questa fase persiste per un lungo periodo anche perchè il budget scarseggia, e lo strumento nelle nostre mani copre una larga fascia di versatilità negli scatti, possiamo scattare a qualsiasi distanza con qualsiasi luce. Nel galleggiare in questa fase si rimane abbastanza soddisfatti dei propri scatti e iniziamo a raccontare le nostre esperienze, i termini tecnici cominciano a farsi più chiari, l’anatomia della nostra reflex diventa materia di studio e le varie funzionalità da scoprire sono fonte di nuovo stimolo.
Ora siete fotografi amatoriali che possono permettersi una qualità compositiva di scatto superiore all’uomo comune.
Quest’ultima fase vi spinge a confrontarvi con fotografi d’eccellenza e a soffrire davanti ai loro capolavori, al vostro occhio che si fa sempre più esperto e critico appaiono nuovi dettagli da rincorrere; analizziamo la “definizione” delle foto, la configurazione della macchina utilizzata, quale obiettivo e la disposizione degli elementi nella composizione…l’altro giorno ho letto su un blog un articolo a proposito della frase “se avessi una fotocamera migliore sarei un fotografo migliore”, nell’articolo la  frase viene totalmente smontata a sostegno del fatto che bisogna essere bravi a scattare anche con la fotocamera del Dixan; non mi trovo del tutto d’accordo, a mio parere la crescita della propria abilità e l’utilizzo di strumenti sempre più professionali devo evolversi allo stesso tempo, dal principio si parte con una semplice fotocamera e con l’incremento delle proprie capacità passo per passo il nostro strumento sarà sempre più professionale e costoso. Tornando indietro con i miei scatti vedo ottime composizione che se fossero state scattate con la mia reflex attuale passerebbero da buone a ottime e qui un po’ ti dispiace; ma è un processo inevitabile.
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Set fotografico metallico,

19
gennaio

Venerdì scorso, in orario lavorativo, per esigenze di un cliente e con poca chiarezza interna al nostro studio io e mark siamo andati a fare un po’ di scatti ad una ditta metallurgica.
Queste foto sono ovviamente destinate al sito internet della ditta e dopo vari rinvii siamo riusciti a realizzarle.
Venerdì siamo andati in questa ditta verso le 10.30 del mattino, la luce era eccellente, un bel sole pallido e limpido; ottimo per ottenere delle belle composizioni, anche se lo stabile aveva poche finestre, le poche che c’erano combinate alla luce si sono mostrate fondamentali.
In principio ci sono stati problemi di organizzazione da parte del cliente per le condizioni delle macchine da lavoro, sostenendo che l’utlimo fotografo ha fatto pulire le macchine e organizzato il suo set; al che mi sono fatto sentire sostenendo il mio poter lavorare cmq e anzi meglio con condizioni normali della loro produttività.
Mi chiedo che senso ha realizzare scatti formali e impostati di un ambiente così automatizzato nella produzione e accompagnato dalla mia 40D+24-105 ho osservato per alcuni minuti il mio set nella sua naturalezza; ho organizzato la successione delle aree e degli scatti mentalmente, ho velocemente fatto ordine raddrizzando oggetti vari nella scena per ottenere linee perpendicolari e parallele tra loro e mi sono lanciato, una combinazione di scatti passando da grandangolari delle sale di produzione, dettagli delle frese e degli utensili in bokeh, dettagli dei prodotti in bokeh e per finire grandangolari dell’esterno dello stabile.

A fine giornata dopo aver raddrizzato, corretto ed eliminato alcuni scatti in Aperture sono rimasto abbastanza soddisfatto con circa 100 scatti con ampie possibilità di utilizzo.
Riscontro però di avere ancora molti limiti, soprattutto nei grandangolari di ambienti chiusi, e le varie distorsioni di una lente grandangolo.

Alcuni scatti su flickr…

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