Leica X1

5
luglio

Ormai anni che, come saprete, mi interesso di fotografia; per passione e per appagare il mio senso estetico…Ma dopo aver completato un buon corredo Canon su tutte le fascie, da entry level 550D fino a livello Pro con la 5D MarkII, ho infine identificato il mio stile. Devo assolutamente ringraziare la OLYMPUS con il lancio dei vari modelli PEN tra i quali possiedo la EP-1 (sempre eccezionale adattando lenti classiche, design vintage e corpo in metallo) e ormai tutte le altre case che propongon sempre più modelli ultramoderni con corpi di infima plastica…

Passo così a presentare la mia ultima conquista, Leica X1, Leica crea questa compatta per una cerchia ristretta; caratteristiche prorompenti per essere una compatta con tutta la qualità Leica, la definizione di compatta si mostra solo nell’essere limitata ad espasioni, vedi obiettivo non intercambiabile, mirrorless e dimensioni minime, ma tutto è compensato da un sensore APS-C da 12.2 MP e il famoso obiettivo ELMARIT 24mm f/2.8 APSH.
Come dicevo è una Camera di nicchia, per sceglierla bisogna avere dimistichezza con obiettivi fissi semi-grandangolari, perciò non è così semplice da capire; per il resto oltre alle caratteristiche trovo eccellente il design Leica e la disposizione dei comandi manuali d’apertura e tempo di scatto, direttamente accessibili con le grandi ghiere sul top.
L’espressione di definizione e nitidezza dello scatto in RAW è eccelsa e il JPG è superiore a qualsiasi concorrente di fascia.
Accompagnata dalla sua borsa in pelle è un vero pezzo da collezione…

Le pècche? la batteria non ha una degna autonomia, se usata in live view (praticamente sempre), l’autofocus lento e fatica con bassa luminosità, vivendo con camere di concorrenza ci si accorge del grosso margine di miglioramento che la camera potrebbe avere anche solo via Firmware, perciò spero in un prossimo firmware che apporti importanti modifiche.

Di seguito lo slideshow in continuo aggiornamento degli scatti X1

Qui grazie a Steve Huff possiamo trovare reviews dettagliate della fotocamera.
Qui il link diretto al mio Set Flickr.

Lomography

24
settembre

L’altra sera, mi trovo a casa di Valerio (il mio maestro Jedi della fotografia) e mi capita in mano questa macchina fotografica di plastica, subito collego le idee e dico: “una Lomo!” e Vale: “Sì, è un Lomo fisheye”, grande! è la prima volta che vedo una Lomo, ecc.
Beh le macchine Lomografiche, sono macchine molto economiche totalmente analogiche, oserei dire l’ultimo stadio della fotografia analogica, uno stadio che permette a forografi digitali come il sottoscritto di riscoprire la bellezza e l’incognita della pellicola.
Lomography è una corrente fotografica di moda e culto mondiale a partire dagli anni novanta, caratteristica di queste fotocamere è il particolare obiettivo 32mm a lente di ingrandimento con una luminosità focale di 2.8 che combinata con le piccole dimensioni della lente stessa, fornisce immagini estremamente sature e con una vignettatura di sottoesposizione che incornicia tutta la scena, dando vita a scatti con un particolare impatto artistico.
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Visione a 50mm

22
gennaio

flowers-bokeh
Anche per la fotografia si può suddividere la propria esperienza in diverse fasi, cioè nel mio caso posso farlo, al principio esiste poca chiarezza su tutte le caratteristiche e termini tecnici che formano il mondo delle fotocamere reflex (fase ignoranza esaltata).
Poi quando si prende confidenza con lo strumento è come essere dei fotoreporter d’assalto, gli obiettivi prediletti da questa fase sono gli zoom ovviamente standard forniti con la fotocamera e l’80% della linea degli obiettivi disponibili all’acquisto, così avendo la capacità di allungare il proprio occhio ovunque, ogni soggetto o oggetto che racchiude un particolare interessante diventa materiale di scatto.
Questa fase persiste per un lungo periodo anche perchè il budget scarseggia, e lo strumento nelle nostre mani copre una larga fascia di versatilità negli scatti, possiamo scattare a qualsiasi distanza con qualsiasi luce. Nel galleggiare in questa fase si rimane abbastanza soddisfatti dei propri scatti e iniziamo a raccontare le nostre esperienze, i termini tecnici cominciano a farsi più chiari, l’anatomia della nostra reflex diventa materia di studio e le varie funzionalità da scoprire sono fonte di nuovo stimolo.
Ora siete fotografi amatoriali che possono permettersi una qualità compositiva di scatto superiore all’uomo comune.
Quest’ultima fase vi spinge a confrontarvi con fotografi d’eccellenza e a soffrire davanti ai loro capolavori, al vostro occhio che si fa sempre più esperto e critico appaiono nuovi dettagli da rincorrere; analizziamo la “definizione” delle foto, la configurazione della macchina utilizzata, quale obiettivo e la disposizione degli elementi nella composizione…l’altro giorno ho letto su un blog un articolo a proposito della frase “se avessi una fotocamera migliore sarei un fotografo migliore”, nell’articolo la  frase viene totalmente smontata a sostegno del fatto che bisogna essere bravi a scattare anche con la fotocamera del Dixan; non mi trovo del tutto d’accordo, a mio parere la crescita della propria abilità e l’utilizzo di strumenti sempre più professionali devo evolversi allo stesso tempo, dal principio si parte con una semplice fotocamera e con l’incremento delle proprie capacità passo per passo il nostro strumento sarà sempre più professionale e costoso. Tornando indietro con i miei scatti vedo ottime composizione che se fossero state scattate con la mia reflex attuale passerebbero da buone a ottime e qui un po’ ti dispiace; ma è un processo inevitabile.
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